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Fotografia, la gioia di un ostaggio delle ombre
La creazione che ci assicura che l'immagine esiste è un sentimento della nostra interiorità. L'esistenza e la certezza dell'appartenenza a un mondo percepibile è anche la coscienza di avere la possibilità di percepirlo. Noi non possiamo essere i semplici consumatori di immagini usuali che abbondano nella nostra quotidianità visiva e virtuale. L'immagine appare alla fine di un lungo percorso guidato dai processi mentali che ci servono per evitare un rapido consumo, come se il mondo fosse un semplice supermercato delle immagini disponibili. é il tempo o più esattamente la durata, che dona all'immagine il suo vero valore, la sua esistenza più potente quando è preservata dal flusso effimero delle visioni banali. Un immagine creata in seguito a lunghi processi spirituali non è il risultato di un semplice piacere, ma piuttosto della gioia che nasce alla fine di questo itinerario. Si può scalare una montagna a piedi. Se ci riusciamo, possiamo trovarci un piacere. Ma se effettuiamo lo stesso percorso con l'aiuto di mezzi tecnici, elicotteri per esempio, noi proviamo solo un piccolo piacere. Dunque la gioia presuppone la tenacità e una ricerca interiore pertinente, per creare una nuova immagine allo stesso modo di superare le realtà già viste, il banale che si ripete sfortunatamente senza controllo nei supermercati delle nostre visioni attuali. La gioia, è il sentimento che ci riempie quando noi crediamo all'utopia concreta, ad un'immagine altra della bellezza, come direbbe Dostoevskij, che potrà salvare il mondo e aggiungo che va ad offrirgli uno specchio inedito e una luce non ancora vista. L'immagine carica della più grande gioia è quella che ci da la speranza di non sottometterci ad una forma stabilita e precostituita. La gioia dell'immagine rappresenta per me un piccolo frammento di eternità, la trascendenza sognata che si è esiliata nel nostro quotidiano, stanco per la ripetizione delle stesse immagini. Si può dire in effetti che solo l'immagine che supera tutte quelle che l'hanno preceduta nella continuità fatale delle cose, rappresenta la gioia e il benaugurante azzardo di una libertà possibile.
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