|
Galleria Portfolio
artecontemporanea |
||
|
"...Questo è importante perché questa pittura digitale, mostra una progressione verso la sfera del noumeno che prima non poteva avere. Come a dire che proprio uno strumento legato alla tecnologia diventa il depositario di un sapere legato al profondo, alla memoria, agli archetipi a quell'universo che anche in chiave antropologica, è sempre appartenuto alla cultura. Non a caso bisogna rammentare una parola che probabilmente il lavoro di Carotti riesce benissimo ad esprimere: "teatro", inteso tanto come "teatrum mundi" che come "teatro della memoria". L'artista riesce perfettamente con grande lucidità a sondare le immagini paradigmatiche di una civiltà: la compassione, il dolore, la morte, l'amore, la sospensione temporale. La fotografia pittorica di Carotti riesce a sintetizzare quello che si affaccia sulla scena dell'arte figurativa contemporanea, sempre alla ricerca di una medietà tra le strutture del profondo e i miracoli della superficie digitale. Ma anche alla ricerca di un'originalità di una visione del mondo che sappia essere equidistante tra il passato e il futuro, in una consapevolezza delle origini che è soprattutto scelta di una posizione nel mondo. Per questo il confronto tra pittura e fotografia appare più indefinito adesso, appare come un qualcosa che ci ricorda qualcos'altro e che resta un'idea che qualcuno ha perseguito e realizzato, ma sta progressivamente diventando un ricordo. L'importante è ricordare che se il Novecento ha distrutto quasi tutto, a questo nuovo secolo e alle sue generazioni non resta che ricostruire dai frammenti sparsi, dalle rovine del senso." [Valerio Dehò] opere
Fabrizio Carotti nasce a Jesi il 20 novembre 1980
personali
|
||
Galleria Portfolio artecontemporanea |
||