Appunti sulla Notte dei Musei 2009

Senigallia, Sabato 16 maggio 2009


Giovanni Ferri: Temporale

La notte dei musei, quest'anno ha avuto un preludio nel tardo pomeriggio all'area archeologica La Fenice, poiché proprio sotto il teatro più grande della città si è rappresentato lo spettacolo teatrale Temporale, scritto e diretto da Giovanni Ferri e realizzato in collaborazione con Arte, altro: una riflessione sul tempo e sui tempi che attualmente ci inquietano non poco, attraverso le voci di tre personaggi che idealmente rappresentano il passato, il presente e il futuro. Gli attori Claudio Tombini (istrionico), Willy Baffioni (isterico) e Alice Lombardelli (ironica) hanno dato vita ad una drammaturgia in perfetto equilibrio tra la commedia e la tragedia nel tentativo di descrivere un malessere epocale, perfettamente seguito da un pubblico attento e partecipe.

la scena ed il pubblico nel sito archeologico del teatro La Fenice in scena: Claudio Tombini, Willy Baffioni e Alice Lombardelli in scena... in scena...
in scena... i saluti finali, da sinistra: Giovanni Ferri, Claudio Tombini, Alice Lombardelli e Willy Baffioni
la Galleria Portfolio presente Abel Zeltman: ida y vuelta

Alle 19,30 una piccola folla si accalcava negli spazi della Galleria Portfolio, per inaugurare la mostra di Abel Zeltman dal titolo Metropolitango, che si sarebbe dislocata in tre spazi distinti del centro storico. Dopo la presentazione del critico Gabriele Tinti ed alcune domande di rito all'artista, le opere del ciclo ida y vuelta si sono potute osservare in tutta la loro forza espressiva piena di segni e materia.

L'allestimento espositivo curato da Paola Casagrande e Giovanni Ferri (in questo spazio così come nelle altre due sedi) ha permesso di vivere il senso di affollamento, di disagio, di caldo, proprio perché concepito come se il pubblico fosse all'interno di un autobus a Buenos Aires (?) all'ora di punta.

Gabriele Tinti inroduce Abel Zeltman alcuni visitatori Abel Zeltman in un momento di interazione col pubblico da sinistra: Giovanni Ferri, Abel Zeltman, Gabriele Tinti, Paola Casagrande
Mario Mariani (piano) ispirato dalle tele di Abel Zeltman alla Boutique Ribot

Alle 21,30, il secondo appuntamento con Abel Zeltman nello spazio magico della Boutique Ribot. Alle pareti le opere del ciclo Buenos Aires ora zero, in cui ballerine seminude danzano a tarda ora solo per occhi avidi di carne e di proibito, mentre al pianoforte nero, bellissimo, tedesco e d'epoca, sedeva il musicista Mario Mariani che si sarebbe prodotto in un vorticoso omaggio alle sonorità del tango con un'improvvisazione torrenziale che ha deliziato il numerosissimo pubblico, accalcato tra camicie, pantaloni, cappelli, scarpe e manichini perfettamente in tinta con le opere esposte.

il pianista nella vetrina espositiva della Boutique Ribot un momento dell'esecuzione il pubblico all'interno e le opere di Abel Zeltman un momento del 'bis' ripreso dall'esterno
gli applausi finali
Camouflage: all'Osteria del Teatro le opere di Abel Zeltman ispirano la Milonga

Qualche decina di metri e minuti dopo, nello spazio dell'Osteria del Teatro, si sono potuti osservare i grandi dipinti di Abel Zeltman dedicati all'arte del mascheramento, con i suoi camouflage pieni di uomini e donne che si inventano costantemente un desiderio di essere altro. In perfetta sintonia con questo, una straordinaria coppia di tangheri, Alejandro e Marella, si sono esibiti in una milonga affascinante dall'inevitabile sapore retrò che ha trascinato il pubblico nel sogno di essere, anche solo per una notte, altrove.

i danzatori si lanciano nella Milonga, all'interno del locale gremito un momento dell'esibizione
 
 

Galleria Portfolio artecontemporanea
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